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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Rho
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mwigRho (mwiw in mwjadialetto milanesecite-ref-deti-5-0[5], mwkqmwkgAFI: [ˈrɔ]cite-ref-6[6]) è un mwmacomune italiano di mwmq51 005 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwngcittà metropolitana di Milano in mwnwLombardia.

Rho è caratterizzata da una forte densità di industrie, nonché dal quartiere fieristico della città di mwoqMilano: ospita infatti i nuovi padiglioni espositivi della mwogFieramilano. Insieme a mwowMilano ha ospitato l'mwpaExpo 2015, l'mwpqesposizione universale inaugurata il 1º maggio mwpg2015 e conclusasi il 31 ottobre dello stesso anno.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Altro
Cucina
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Rho si trova a circa mwqw14 km a nord-ovest del centro di mwraMilano; è bagnato a sud dal fiume mwrqOlona ed è attraversato dai suoi affluenti mwrgBozzente e mwrwLura, oggi in parte interrati all'interno del centro urbano.

Clima

A mwsgPassirana è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo.cite-ref-7[7]

| Rho [ 8 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Rho [ 8 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 5,2 | 8,0 | 12,9 | 17,7 | 22,3 | 25,9 | 28,8 | 27,4 | 23,7 | 17,4 | 10,8 | 6,4 | 6,5 | 17,6 | 27,4 | 17,3 | 17,2 |
| T. min. media ( °C ) | −1,3 | 0,4 | 3,6 | 7,3 | 11,5 | 15,0 | 17,4 | 16,9 | 13,8 | 8,7 | 3,9 | 0,0 | −0,3 | 7,5 | 16,4 | 8,8 | 8,1 |
| Precipitazioni ( mm ) | 58 | 66 | 85 | 99 | 105 | 104 | 72 | 96 | 85 | 123 | 113 | 69 | 193 | 289 | 272 | 321 | 1 075 |

Origini del nome

L'origine del nome mwvgRho è piuttosto controversa e ci sono numerose ipotesi al riguardo.

L'attuale denominazione di Rho, che ufficializza la presenza della lettera mwwah in mezzo al nome per distinguerla da un'mwwqomonima località in mwwgprovincia di Ferrara, risale al mwww1932; ma il nome della città in passato ha avuto varie formecite-ref-comune-9-0[9]. In un documento risalente all'anno mwya846, il primo in cui si parla di Rho, è citato come mwyqVico Raudo un gruppo di abitazioni circondate da terre coltivate; in altri documenti il borgo di Rho è citato con nomi diversi: mwygRhode, mwywRhodo, mwzaRode, mwzqRodo, mwzgRaude, mwzwRaudo, mwaaRhaudumcite-ref-comune-9-1[9]. Nel mwbqXVI-mwbgXVII secolo si attesta mwbwAro (in una carta geografica dipinta sulla parete di una sala dei Musei Vaticani e in una cartina seicentesca). In seguito si ha mwca, mwcqRhò e mwcgRhocite-ref-comune-9-2[9].

Non è certo se il toponimo derivi da una base linguistica con -mweaau > -mweqo- o se le forme con -mwegau- attestate storicamente siano dovute a una ricostruzione posteriore, come esiti di un -mwewau- latinocite-ref-utet-10-0[10]. Nel caso si ammetta, com'è probabile, un -mwgao- originariocite-ref-deti-5-1[5], si può supporre un nome personale germanico come *mwhqRodo (da confrontare con mwhgHrothi, mwhwHrodhicite-ref-11[11]). Altre proposte sono il latino mwjaaratus, "arato", una forma aggettivale *mwjqareatus, oppure un prelatino *mwjgraud "rosso"cite-ref-olivieri-12-0[12]. È stato anche proposta una base celtica *mwkwraton (latinizzata in *mwlaratum)cite-ref-13[13].

La lettera mwmgh in Rho è probabilmente un mwmwcultismo (forse per influsso di mwnaRhodos', "mwnqRodi"cite-ref-utet-10-1[10]), o potrebbe essere una traccia dell'originaria mwogh iniziale se derivasse da un nome personale germanicocite-ref-olivieri-12-1[12]. Una mwpwparetimologia fa derivare il nome da mwqaruota, come testimonia lo stemmacite-ref-olivieri-12-2[12].

Storia

Antichità

Rho è uno dei centri abitati più antichi della mwsaLombardia e ciò è dimostrato dal fatto che durante gli scavi per la costruzione di edifici o strade sono venuti alla luce numerosi reperti archeologici relativi all'mwsqetà romana, con i ritrovamenti più rilevanti avvenuti durante gli scavi del 1876, 1890, 1917 e 2024. Nel tempo sono venuti alla luce anche altri reperti che, sebbene di importanza minore, sono stati determinanti per dimostrare che fin dall'età imperiale romana Rho ebbe un ruolo notevole. Da un punto di vista amministrativo, faceva parte della mwsgmwswregio XI Transpadana.

Nella stessa organizzazione stradale attuale è rintracciabile un'organizzazione riconducibile alla centuriazione romana: la grande maggioranza delle strade scorre parallela in direzione Est-Ovest e Nord-Sud. Gli assi di riferimento sono il mwtqCardo (Nord-Sud, via Madonna e via Garibaldi) e il mwtgDecumano (Est-Ovest, via Matteotti e via Porta Ronca)cite-ref-14[14]. Questi si incrociano in piazza San Vittore, ancora oggi centro dell'insediamento.

Ulteriori ritrovamenti archeologici hanno confermato l'esistenza in epoca romana di una strada, la cosiddetta mwvavia Mediolanum-Verbannus, che congiungeva mwvqMilano e il mwvgVerbano, passando per mwvwLegnano e mwwaGallarate. Lungo questo asse di comunicazione Rho rappresentava il decimo miglio, quindi il punto di sosta dell'esercito. Gli antichi romani deviarono il fiume mwwqOlona a mwwgLucernate, scavando un alveo artificiale che si dirigeva verso Milano costeggiando la via Mediolanum-Verbannuscite-ref-cita-autori-vari-p20-15-0[15]. Un corso d'acqua che costeggiasse interamente la via Mediolanum-Verbannus fu infatti reputato fondamentale dagli antichi romani per dare un cospicuo incremento ai commerci lungo questa strada, soprattutto considerando il maggiore carico trasportabile sui barconi fluviali rispetto al semplice trasporto terrestrecite-ref-cita-autori-vari-p21-16-0[16].

In base a rinvenimenti archeologici è stata anche datata fra il mwzaIV e il mwzqV secolo la completa cristianizzazione del borgo: in piazza San Vittore negli anni sono venuti alla luce un antico cimitero e una cappella cristiana. Dello stesso periodo sono i reperti trovati in via Belvedere: tombe cappuccine con incise l'mwzgalfa e l'mwzwomega.

Medioevo

Con le invasioni barbariche nella zona si realizza una profonda depressione economica e il dominio passa di mano in mano fino ai mw1gLongobardi e quindi ai mw1wFranchi. Sotto i Longobardi il borgo assume nella sua topografia una terminologia tuttora rintracciabile, a partire dal Pomero, che deriva da Post Moerus, ossia mw2afuori dalle mura fortificate. L'origine di questo termine però non è riconosciuta universalmente: alcuni attribuiscono il nome alla presenza nei secoli scorsi di numerosi alberi di mele. Il termine mw2qFare invece è riscontrabile oggi nella periferica Cascina Fara.
Sempre nel periodo di dominazione longobarda viene attribuito alla futura Rho l'appellativo di mw2wmw3aCurtis (corte), una particolare forma di organizzazione della società nel periodo del mw3qfeudalesimo.

Un atto di permuta, rogato il 9 gennaio 846 dal notaio Agatone, cita per la prima volta il nome della cittadina chiamandola mw3wVico Rhaudo, ed accenna ad una chiesa di Sant'Ambrogio e ad un rozzo castello ivi esistenti. Ancora nell'871 due pergamene ne riportano il nome.

Intorno all'anno 1000 Rho inizia a rivendicare la sua libertà come mw4qcomune, cercando di liberarsi dall'influenza dei nobili della zona. Nel 1004 l'imperatore mw4gEnrico II, dopo aver vinto i mw4wlongobardi di mw5aArduino e fattosi incoronare mw5qRe d'Italia a mw5gPavia (14 maggio), staziona a Rho, dove firma alcuni documenti "decisi" mw5win Rodo o mw6ain campo qui dicitur Raudo, ricambia l'ospitalità concedendole il titolo di borgo e mw6qcapopieve, staccandola da Nerviano, e provvede all'istituzione di un mercato settimanale. Il mercato si tiene tuttora ogni lunedì. A Rho viene istituita anche una Corte di Giustizia e realizzato un canale (mw6griale) per l'irrigazione dei campi usando l'acqua dell'mw6wOlonacite-ref-notastoriacomune-17-0[17].

Risale all'mw8qXI secolo anche la figura semileggendaria di mw8gGiovanni da Raude, detto anche Giovanni della Croce, vessillifero dell'esercito crociato durante la mw8wPrima Crociata; fu lui che il 15 luglio 1099, data della presa di mw9aGerusalemme, issò sulle mura della Città Santa la bandiera dei cristiani.

Nel maggio 1160, durante l'mw9gassedio di Milano, mw9wFederico Barbarossa fece distruggere Rho, che venne però rapidamente ricostruita. Tra il 1130 e il 1215 ben nove consoli rhodensi sono attestati nello Stato milanese, e alcuni di essi appartengono alla famiglia dei mw-aCapitanei de Raude documentata ufficialmente come residente in città dal 1196.

Come confermato da un documento conservato presso l'Archivio dell'mw-gOspedale Maggiore di Milano, intorno al 1300 venne edificato il primo ospedale di Rho; i suoi beni furono poi in seguito acquistati dai mw-wfrati Agostiniani del luogo Pio di Santa Maria del Pasquerio di Rho, nel 1481.

Nel 1305 il nobile Cressone Crivelli tentò con i suoi soldati di impadronirsi di Rho e mw-qNerviano, ma fu sconfitto e respinto dalla reazione popolare. Otto anni più tardi il borgo fu comunque conquistato da Milano, che uccise o imprigionò quasi tutti gli abitanti.

Grazie all'abbondanza di acqua e di terre feritili nel mw-wXV secolo molti nobili milanesi si trasferirono a Rho, costruendo sontuosi palazzi, in gran parte oggi distrutti. La nobile frequentazione è tale che era stata costituita una mwaqaUniversitas nobilium dicti loci de Raude. Fra il Cinquecento ed il Seicento furono costruiti anche due conventi: degli Agostiniani e dei Cappuccini (sulla strada che conduce a Lucernate), entrambi distrutti nell'invasione napoleonica.

Epoca moderna

Nel 1511 i mwaqcLanzichenecchi discesero in Italia, comandati da Matteo Schinner e saccheggiarono Rhocite-ref-notastoriacomune-17-1[17]. Giunse poi la dominazione spagnola e nel 1537 mwaqwCarlo V di Spagna concesse il feudo ai mwaq0Visconti. Nel 1570 nella popolazione fiaccata dall'oppressione spagnola si sparse un'epidemia di mwaq4peste.

Secondo le cronache del tempo, il 24 aprile 1583 un quadro raffigurante la Pietà avrebbe pianto lacrime di sangue, avvenimento successivamente riconosciuto dalla Chiesa cattolica come miracoloso. Sul luogo della cappella dove era conservato il quadro venne edificato il mwaraSantuario dell'Addolorata, alla cui realizzazione collaborarono numerosi illustri artisti dell'epoca.

Nel Seicento la peste colpì ancora il Milanese e nel 1663 i rhodensi eressero nell'attuale piazza San Vittore la mwariCroce della peste, spostata di fianco alla chiesa parrocchiale nel 1928 e riportata al luogo originario settant'anni più tardi.

Età contemporanea

Nel 1928 un Regio Decreto assegnò a Rho la frazione di mwaruPassirana Milanese, in precedenza facente parte del borgo di Lainate e nel 1932 Rho ottenne il mwarytitolo di città.

Durante la mwarwResistenza, Rho ha visto numerosi caduti durante la lotta contro lo schieramento mwar0nazifascista:cite-ref-18[18] ad esempio, la 106a mwasibrigata Garibaldi mwasmVenanzio Buzzi, che operò in zona dal giugno 1944, ebbe 30 caduti, fra i quali il capo del distaccamento rhodense mwasqRodolfo Canegrati, una donna (la staffetta Giulia Lombardi) e alcuni ragazzi di 16-17 anni, oltre a 56 feriti.cite-ref-19[19]

Il 10 ottobre 1956, nella frazione di mwasoTerrazzano, due uomini sequestrarono un centinaio di alunni e tre maestre della locale scuola elementare. Durante il blitz della polizia, avvenuto sei ore dopo, morì sotto i colpi degli stessi agenti il civile mwassSante Zennaro, che aveva raggiunto il luogo tentando di salvare i bambini.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del comune di Rho sono stati concessi con regio decreto del 28 settembre 1933.cite-ref-acs-20-0[20]

«Di rosso, alla

ruota

d'oro, a cinque raggi, dentata di dieci denti a punta dello stesso. Ornamenti esteriori da Città.»

L'effigie cittadina è la ruota con cinque raggi, stemma della famiglia dei Capitanei de Raudecite-ref-21[21], casata vassalla dei Duchi di mwatkSassonia e di mwatoBavieracite-ref-22[22]. I cinque raggi sono un richiamo ai cinque imperatori: mwat8Enrico I, mwauaOttone I, mwaueOttone II, mwauiOttone III ed mwaumEnrico II. In mwauqaraldica la mwauuruota indica mwauyfortuna o mwaucvittoria, rifacendosi ad un detto latino: "la ruota potente schiaccia tutto ciò che è opposto".

Nell'antichissima mwaukbasilica di Aquileia esiste una cappella detta dei mwauoTorriani nella quale, fra due sarcofaghi, è posta una lastra tombale con incisa l'effigie di Allegranza da Rho (mwausXIV secolo), moglie di mwauwCorrado della Torre detto "Mosca" e madre del patriarca mwau0Cassono della Torre, sepolto nel chiostro di Santa Caterina a Firenze. Sulla stessa lastra è pure inciso lo stemma di Rho, raffigurato da uno scudo con una ruota nel mezzo.

Il gonfalone è un drappo di bianco. La bandiera è un drappo di rosso caricato della ruota dentata.

Onorificenze

Titolo di Città

«Regio decreto»


31 marzo 1932

Monumenti e luoghi d'interesse

Il santuario dell'Addolorata

La città di Rho vanta nel suo territorio alcuni edifici di interesse storico. Il più importante è il santuario dell'Addolorata, uno dei maggiori santuari mariani della Lombardia, costruito dopo un miracolo riconosciuto dalla mwav4Chiesa cattolica, avvenuto il 24 aprile mwav81583, consistente in una lacrimazione di sangue da parte di un'effigie della Madonnacite-ref-23[23]. A fianco del santuario sorge il Collegio dei mwawqPadri Oblati Missionari, fondato dal mwawuvenerato mwawypadre Giorgio Maria Martinelli, dove hanno studiato numerose eminenti figure ecclesiastiche, fra cui il futuro mwawcpapa Paolo VI.

La prima pietra del Santuario fu collocata da mwaw0san Carlo Borromeo il 7 marzo mwaw41584, la consacrazione venne fatta dal mwaw8cardinale Pozzobonelli il 3 aprile mwaxa1755. Il disegno è del celebre architetto mwaxePellegrino Tibaldi, il campanile di mwaxiGiulio Galliori, che ne modificò il progetto originale, la facciata di mwaxmLeopoldo Pollack. Nelle navate interne si possono ammirare tele ed affreschi di mwaxqCamillo Procaccini (mwaxuBologna mwaxy1551 circa-Milano mwaxc1625), dei mwaxgFiammenghini, del mwaxkMorazzone e di mwaxoRaffaele Casnedi da mwaxsRuno, frazione di mwaxwDumenza.

La basilica di San Vittore

La basilica di San Vittore si erge sullo sfondo dell'omonima piazza nel centro cittadino e venne eretta a partire dal 14 settembre mwayu1834 in luogo della precedente, su disegni degli architetti mwayyGaetano Besia e mwaycGiulio Aluisetti. Presenta una facciata in stile mwaygneoclassico con mwaykpronao composto da un colonnato in mwayoordine ionico, sopra al quale troneggia al centro la statua di mwaysSan Vittore con ai lati quelle di due angeli annuncianti. Al suo interno contiene opere del Fiammenghino (fine mwaywsecolo XVI), del Morgari e di mway0Marco d'Oggiono. Gli stendardi conservati nella sacrestia furono realizzati da Francesco Castagnoli premiato con la medaglia d'argento nel mway41826cite-ref-24[24].

Altre chiese scomparse

Secondo alcuni documenti medievali, risulta che nei territori intorno all'attuale via Meda vi sorgesse, fin dal mwazuIX secolo, una chiesa dedicata a mwazysant'Ambrogio, ma dato che in realtà non viene menzionato un vero e proprio edificio si potrebbe pensare essi si riferissero semplicemente ad alcuni poderi o beni di proprietà della mwazcbasilica di Sant'Ambrogio in Milano.

Nei pressi dell'attuale piazza San Vittore, esisteva già prima del mwazkXIV secolo una cappella dedicata a san Pietro, demolita probabilmente nel mwazo1577. Ancora nella stessa area risalente al Cinquecento era rintracciabile un battistero di San Giovanni, considerato un'appendice della originaria basilica di San Vittore, entrambi scomparsi. Di nuovo antecedente allo stesso secolo e sempre nelle prossime vicinanze, vi era una chiesa di Santa Maria in Castello, denominazione che dà sostegno alla tesi dell'esistenza di un edificio fortificato medievale nel centro cittadino; essa rimase di proprietà dei Ghisolfi fino al mwazsXVII secolo, dopo il quale non si hanno più tracce.

Sempre nel corso del Cinquecento, sorgeva nei pressi dell'mwaz0Olona, la chiesa di San Martino: nel mwaz41565 il prevosto Giuli però afferma che essa non fu mai consacrata e nemmeno vennero mai svolte funzioni religiose, dunque dato che era posta al di fuori del borgo, poteva essere utilizzata come lazzaretto; fu demolita nel mwaz8XIX secolo.

In contrada Pasqué sorgevano la chiesa di Santa Maria Assunta in Pasqué e l'adiacente convento dei frati agostiniani (una leggenda popolare narra che nel convento fu ospitato mwaaeMartin Lutero di passaggio per mwaaiRoma), del quale alcune tracce sono rimaste su via Marconi, tra cui un affresco dedicato alla mwaamMadonna del Latte.

Il palazzo podestarile (Municipio)

Dietro la basilica di San Vittore si affaccia su piazzale Visconti il municipio, nato come palazzo podestarile e costruito all'inizio del mwaaoXX secolo sul modello dei palazzi medievali; il progetto è dell'ing. Silvio Giuliani. Vi si conservano diversi dipinti raffiguranti mwaasmwaawSan Gervaso, mwaa0mwaa4San Protaso, mwaa8Sant'Ambrogio ed altri, nonché le mwabaQuattro Glorie di Mauro della Rovere detto "il Fiammenghino" (mwabe1640) e quattro bei putti di Daniele Crespi (mwabi1590-mwabm1639), tutti provenienti dalla demolita chiesa di San Gervaso e Protaso in Milano. Nella sala d'arte si trovano pure alcuni cimeli preziosi del defunto cittadino onorario cardinale mwabqEugenio Tosi, arcivescovo di Milano, già appartenente alla congregazione degli Oblati Missionari di Rho.

L'Ospedale di Circolo

L'Ospedale di Circolo - Monumento ai Caduti per la Patria nacque sulla spinta di una iniziativa benefica sostenuta da numerosi cittadini che donarono somme anche notevoli per costruire un monumento ai caduti della mwabsgrande guerra ma, raccolta una cifra piuttosto consistente, si decise di impiegare tale fondo nell'ottica dell'edificazione di un ospedale, affinché la sofferenza della guerra portasse a migliori condizioni di vita. Tra i donatori si ricordano Benedetto Banfi, Giulio Tavecchia, Giuseppe Citterio, Paolo Goglio, Virginia Bullani. Il 7 ottobre mwabw1923 venne posta la prima pietra mentre l'inaugurazione della struttura ospedaliera avvenne il 27 ottobre mwab01929. La necessità di poter disporre di un maggior numero di posti letto e di nuove strutture ricettive dedicate alla degenza determinarono la costruzione degli ampliamenti, rispetto al corpo originario, fra gli anni cinquanta e sessanta. Al comm. Davide Magnaghi si deve l'opera di trasformazione e abbellimento nel mwab41954 della chiesetta dell'ospedale dedicata a Santa Maria della Pace, i cui dipinti furono realizzati dal pittore Giovanni Garavaglia di mwab8Ossonacite-ref-25[25].

Il viale delle Rimembranze

Oltre alla costruzione dell'ospedale e sempre a ricordo dei caduti rhodensi nella prima guerra mondiale fu istituito nel mwacy1925, su una adiacente porzione di terreno concessa dai Padri Oblati Missionari, il mwaccviale delle Rimembranze, progettato dall'ing. Felice Banfi. Costituito da una lunga distesa alberata a mwacgtigli in asse prospettico al santuario dell'Addolorata il viale termina in corrispondenza della fontana del mwackMosè, la cui statua è una copia identica a quella presente alla fine del percorso delle cappelle al mwacoSacro Monte di Varese.

Il cimitero centrale

Il camposanto del capoluogo si trova attualmente in corso Europa 200, lungo l'antico tracciato della strada postale per mwac0Gallarate. Qui venne spostato nella seconda metà del mwac4XIX secolo dal centro cittadino in una zona allora periferica e in aperta campagna.
Al centro della pianta originale del cimitero ed in asse con l'entrata principale, all'inizio del Novecento, venne eretta la Cappella Gentilizia dei Sacerdoti, contenente le spoglie e le lapidi di prevosti che hanno prestato servizio a Rho dai primi dell'Ottocento in poi (quindi da Luigi Delilla, fino a mons. Marco Agrati e don Gianpaolo Citterio) e coadiutori della parrocchia San Vittore. La cappella è stata restaurata all'inizio del mwadaXXI secolo per iniziativa del prevosto don Gianpaolo Citterio e dei familiari di don Franco Gallazzi (qui sepolto).

Nella medesima cappella si trovano anche le lapidi di altri sacerdoti rhodensi e dei caduti della mwadiprima guerra mondiale; numerosi preti vengono qui ricordati sebbene le loro spoglie siano conservate altrove.

Nel mwadq1931 il cimitero venne notevolmente ampliato con l'edificazione dei colombari, della casa del custode e della camera ardente. Altri ampliamenti si sono protratti nel tempo, fino ai più consistenti attorno agli anni novanta e duemila, che hanno registrato l'edificazione di ulteriori colombari ed ossari.

Nella zona interrata dei colombari più vecchi è conservata una mummia che è ritenuta essere il corpo dell'arcivescovo mwadyLeone da Perego, francescano; il corpo venne quivi trasportato poiché gli veniva tributato un culto non permesso dalla Chiesa.

Villa Burba Cornaggia Medici

Villa Burba Cornaggia Medici, meglio conosciuta come Villa Burba, è una delle dimore signorili rhodensi giunta fino ai giorni. Ha una entrata principale su corso Europa, e una secondaria dal parco, alla fine di via mwadkPapa Giovanni XXIII. La villa presenta una tipica architettura lombarda risalente al mwadoXVII secolo; di particolare rilievo sono gli ornamenti tardo-barocchi, i balconi, i cancelli, le ringhiere in ferro battuto e il salone centrale. Nata come residenza di campagna, dopo una lunga serie di passaggi di proprietà, nel mwads1873 venne acquisita dalla famiglia Cornaggia Medici. Rimasta in abbandono negli anni successivi il secondo conflitto mondiale passò nel mwadw1966 di proprietà al Comune di Rho che la sottopose ad un lungo processo di restauro. Attualmente è utilizzata come sede della biblioteca e della mostra permanente mwad0Passato e presente. All'esterno della villa è presente un parco con essenze pregiate destinato ad utilizzo pubblico. Il parco è piuttosto ampio, caratterizzato dalla presenza di percorsi in ghiaia. Qua e là nel parco è possibile vedere statue e busti di donne, soprattutto nei pressi dell'entrata secondaria, dove sono collocate le zone gioco per bambini. Nel parco sono inoltre presenti un piccolo laghetto e una vasca-fontana rettangolare con fondale in sassi. La fontana, circondata da una struttura di panchine in granito, offre un clima di tranquillità ed è spesso usata come luogo di ritrovo da giovani e anziani.

Altro

mwaeaPalazzo Crivelli
Eretto intorno all'anno mwaei1675, per volontà del conte Crivelli Filippo II, questo bel palazzo con torre dalla merlatura ghibellina sorse in prossimità del centro cittadino, lungo l'attuale asse di via Matteotti, venendo profondamente rimaneggiato nei primi anni del Novecento. Del complesso originario sono stati conservati il mwaemportale di ingresso, buona parte delle mura perimetrali, alcuni affreschi e l'imponente Torre Viscontea.

mwaeuLa fontana della stazione
Collocata all'interno della piccola area verde di piazza della Libertà la fontana in marmo di mwaecVerona è un dono del Podestà Eraldo Bonecchi.

mwaekArcheologia industriale
Alle architetture fin qui descritte vanno ad aggiungersi diversi edifici di archeologia industriale, tra i quali l'ex corpo di fabbrica del mwaescotonificio Muggiani, nonché la sede originaria della mwaewCitterio, azienda produttrice di salumi, ricoperta da vite canadese.

Il Museo storico Alfa Romeo

Nonostante l'ingresso ricada nel territorio comunale di mwafaArese, la città di Rho ospita sulle proprie aree di competenza amministrativa la superficie espositiva del Museo storico Alfa Romeo, situato a sud-ovest dell'ex Centro Direzionale mwafmAlfa Romeo, opera degli architetti mwafqVito e mwafuGustavo Latis.

Aree naturali

La porzione di aree agricole prospicienti il corso del fiume mwafoOlona nei pressi della località mwafsCastellazzo costituiscono nell'ambito di un progetto di valorizzazione e salvaguardia ambientale il Parco del Basso Olona istituito nel mwafw2010 come corridoio verde di interesse sovracomunale in stretta continuità con il mwaf0parco del Roccolo e il mwaf4parco dei Mulini.

Società

Evoluzione demografica

• 1709 nel mwagm1751
• 1834 nel mwagu1805
• 2878 nel mwagc1809 dopo annessione di mwaggBarbaiana, mwagkCastellazzo e mwagoPassirana
• 2801 nel mwagw1811 dopo annessione di mwag0Castellazzo, mwag4Cerchiate, mwag8Mazzo, mwahaPantanedo e mwaheTerrazzano
• 3687 nel mwahm1853
• 4033 nel mwahu1859
• 4096 nel mwahc1861
• 4227 nel mwahk1871
• 4568 nel mwahs1881
• 6137 nel mwah01901
• 8974 nel mwah81911
• 10406 nel mwaie1921cite-ref-26[26]

Abitanti censiticite-ref-27[27]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera era di mwai06 068 abitanti, pari all'11,46% della popolazione.cite-ref-28[28]

Tradizioni e folclore

Dal mwajq1996, tutti gli anni a ottobre si svolge il Palio di Rho, manifestazione nata in ricordo della vita medievale rhodense e della figura di mwajuGiovanni da Raude, che nel mwajy1099 fu il primo crociato a varcare le mura di mwajcGerusalemme; l'evento è organizzato dalla mwajgFamiglia Rhodense, associazione sorta nel mwajk1988, per promuovere e diffondere il patrimonio culturale e le tradizioni della cittadina lombarda.

Al Palio partecipano 11 contrade, di cui quattro sono frazioni, ciascuna con un proprio simbolo: San Vittore (ruota), Cappuccini (sajo), Madonna dei Miracoli (Madonna), Pomero (grifone), Cantun Giò (castello), Porta Ronca (roncola), Pasqué (pantera), Ghisolfa (rana), mwaj0Mazzo (leone rampante), mwaj4Terrazzano (San Maurizio) e mwaj8Passirana (Albero). Viene preceduto da una serie di iniziative, tra le quali la principale è la sfilata in costumi medievali, che si snoda lungo le vie del centro storico fino a Piazza Visconti, "campo di battaglia" tra le varie fazioni. Tra i vari giochi di abilità, tutti in costumi d'epoca, spiccano la mwakagiostra dei cavalieri e l'arrampicata sull'mwakealbero della cuccagna, ultima sfida prima della proclamazione dei vincitori.

Cultura

Cucina

Nella gastronomia della cucina rhodense sono da annoverare i seguenti piatti:

• mwaksAnatra alla pesca o alla persico, dal nome dialettale del frutto (mwakwpersicu), ricordata anche dal poeta locale Averardo Buschi;
• mwak4Paiada, polenta con verza;
• mwalaZuppa del mwalelupo, pane bianco in vino rosso e zucchero;
• mwalmStufato con patate;
• mwalumwalyPancotto, pane cotto in una pentola con burro, sale ed una grattugiata di formaggio;
• mwalgCarsensa, impasto di farine (gialla, di frumento e di segale) e frutti (uva, fichi o mele);
• mwaloPolenta con burro e formaggio;
• mwalwTorta del mwal0Corpus Domini, dolce della tradizione "povera", con una base di pane raffermo, arricchito da latte, caffè, cacao e pinoli.

Geografia antropica

Frazioni

Il comune di Rho conta ufficialmente quattro frazioni, elencate all'interno dello statuto comunale:

• mwammLucernate: abitato situato a sud del fiume Olona e della ferrovia, in prossimità della zona dei fontanili. Si trova a 151 m di altitudine e ci abitano circa mwamq2 200 persone.
• mwamyMazzo, detto anche mwamcMazzo Milanese: popolosa frazione nella parte orientale del territorio, confina a sud con la mwamgFiera di Milano e a est con i comuni di Arese e mwamkBollate. Fu comune autonomo fino al 1928. Si trova a un'altitudine di mwamo153 m s.l.m. e raggiunge mwams5 400 abitanti.
• mwam0Passirana: frazione dislocata al nord del territorio comunale e confinante con i comuni di mwam4Arese e mwam8Lainate; fu frazione di quest'ultimo fino al 1928, quando venne aggregato a Rho. È a 162 m di altitudine e comprende circa mwana3 500 abitanti.
• mwaniTerrazzano: paese localizzabile a nord-est, presso lo svincolo mwanmA4-mwanqA50 (barriera di pedaggio di Terrazzano sulla Tangenziale Ovest) e confinante anch'essa con Arese. Si trova a mwanu158 m s.l.m. e conta poco meno di mwany2 800 abitanti.

Vi sono poi altre tre località:

• Biringhello (mwanoBirnghell in mwansdialetto milanese): località posta a nord-ovest del territorio comunale, verso mwanwBarbaiana e oltre il mwan0Sempione. Ospita una casa colonica classificata fra i beni culturali della Regione Lombardiacite-ref-29[29].
• mwaomCastellazzo (Castellasc in dialetto milanese): modesto abitato ad ovest del territorio comunale, in corrispondenza della Villa Scheibler-Simonetta; nelle sue vicinanze, a nord, sorge il moderno quartiere periferico di Stellanda.
• mwaouPantanedo (Pantanee in dialetto milanese): piccolo centro a sud di Mazzo, a mwaoy152 m s.l.m., conta un solo cascinale abitato, ma è circondato da alcune fabbriche che ne caratterizzano l'ambientazione di zona industriale.

Economia

Rho spicca nella regione per esser stata una delle città a rappresentare meglio la rivoluzione industriale lombarda. Numerose sono state le industrie e le fabbriche di grandi dimensioni fondate nel territorio rhodense; alcune sono ancora funzionanti, altre sono ormai dismesse e alcune di queste sono riconosciute come monumenti di mwao8archeologia industriale.

La popolazione di Rho, fino alla fine dell'Ottocento, era assorbita completamente dall'agricoltura che dava lavoro all'80% della popolazione. I primi cambiamenti si ebbero nel mwape1870 quando la prima grande industria sorse nel rhodense: il mwapiSacchettificio Goglio. Posto nelle immediate vicinanze del Santuario il sacchettificio aprì i battenti con 45 dipendenti per poi arrivare ad averne circa 500. Nel secondo dopoguerra fallì e gli edifici furono smantellati, con l'eccezione di una palazzina uffici, oggi sede del comando della Polizia Municipale. A suo ricordo è stata intitolata una via al fondatore "Paolo Goglio".

Proprio di fronte al sacchettificio iniziò la sua attività nel mwapg1878 il mwapkmwapoSalumificio Citterio. Famoso a livello locale, nel mwaps1932 cominciò l'esportazione, affermandosi come uno dei più importanti leader nazionali nella produzione di salumi ed attualmente risultano ancora presenti in tale sede il magazzino e gli uffici amministrativi dell'azienda, mentre la produzione è stata trasferita in altri siti. Nonostante si sia incredibilmente esteso è possibile vedere nella parte prospiciente il complesso, su corso Europa, il primo edificio storico ricoperto di vite canadese. La facciata compare spesso nelle pubblicità televisive.

Nel mwap01904 aprì i battenti nei pressi della stazione ferroviaria il mwap4mwap8Cotonificio Muggiani, una delle più grandi realtà della filatura del cotone lombarda, giungendo a dar lavoro fino a 1200 operai. Nel mwaqa1910 il cotonificio fu assorbito dalla costituita società mwaqemwaqiUnione Manifatture che riuscì ad acquisire il controllo, negli anni d'oro, di diversi opifici sparsi in Nord Italia. A causa della diffusione delle fibre sintetiche, nei primi anni sessanta, l'attività entrò in crisi e i macchinari furono spenti nel mwaqm1963. Dopo un lungo periodo di abbandono il sito è stato oggetto di un intervento di recupero e di riconversione ad uso commerciale residenziale, conservando l'edificio principale, monumento dell'archeologia industriale.

Nel mwaqu1905 venne fondata la mwaqyTintoria Bonecchi, la quale raggiunse un notevole sviluppo nel mwaqc1932 con macchinari moderni ed efficienti per l'epoca. La stessa avviò uno stabilimento anche in mwaqgBulgaria, risultando una delle prime aziende nazionali ad esternalizzare la propria produzione in Paesi a basso costo della manodopera. Sempre nell'ambito della manifattura un importante contributo lo diede la mwaqkmwaqoChatillon che produceva seta artificiale e, in epoche più recenti, diede vita sul territorio alle sue consociate mwaqsAbital e mwaqwCastellana, impegnate nella creazione di abiti e indumenti intimi fino alla loro chiusuracite-ref-30[30].

Durante il primo decennio del Novecento sorsero a Rho anche gli impianti di due grandi industrie chimiche, lmwari'mwarmItalica e la mwarqChimica Bianchi. Della prima sono ancora visibili una parte degli edifici storici, essendo tuttora in funzione con un altro nome a seguito di alterni passaggi proprietari, mentre è stata demolita la Chimica Bianchi che dal mwaru1907 produceva coloranti organici e sintetici, venendo poi assorbita dalla mwaryMontedison, fino alla completa dismissione avvenuta nel mwarc1979. La Bianchi è tristemente nota per le molte morti dovute alla mancanza di misure di sicurezza nella manipolazione di prodotti chimici come l'amianto, nonché per lo sversamento incontrollato di sostanze tossiche nell'acqua di faldacite-ref-31[31]. Oggi al suo posto sono stati costruiti decine di capannoni che ospitano il quartiere artigianale rhodense, al cui interno sono comunque rintracciabili vari manufatti riconducibili alla vecchia fabbrica, tra cui una ciminiera.

Nel 1907 si costituì la mwar0Ditta Ing. V. Fachini, conosciuta per la perfezione delle sue costruzioni meccaniche ed elettromeccaniche. Ancora oggi vi si costruiscono riduttori e motoriduttori. Nel 1910 il signor Edoardo Goglio e il signor Bonecchi decisero di fondare la mwar4Bogophane. Nel 1932 la società raggiunse la massima produzione con circa 70 operai. Nel mwar81971 venne chiusa dal momento che aveva scarichi altamente tossici. In seguito la produzione è ripresa e l'azienda realizza cellophane.

Nel mwasy1949 la società mwascCondor ottenne l'autorizzazione del Comune per la costruzione della Raffineria di Rho. I lavori iniziano nel dicembre del mwasg1951 e la raffineria aprì i battenti nel settembre mwask1953, raffinando il greggio che arrivava da mwasoGenova via oleodotto. La proprietà passò alla mwassShell nel mwasw1959 e quindi alla mwas0Agip nel mwas41974. Negli anni ottanta la necessità di modernizzare alcune strutture e le pressanti accuse di inquinamento spinsero alla chiusura della raffineria formalizzata nel mwas81992. Dagli anni novanta furono avviate le procedure propedeutiche allo smantellamento e alla messa in sicurezza degli impianti, con l'ingresso nel mwataXXI secolo il sito industriale è stato completamente smantellato e bonificato. Esattamente 1000 anni dopo che mwateEnrico II istituì il mercato cittadino, il 31 marzo mwati2005, sui terreni dell'ex raffineria fu inaugurato il nuovo mwatmPolo fieristico di Milanocite-ref-32[32].

Contestualmente, negli anni successivi al mwatksecondo conflitto mondiale, aprì a Rho uno stabilimento della Borrani, azienda metalmeccanica milanese specializzata nella produzione di cerchioni per auto e motoveicoli (chiuso nei primi anni duemila) e si trasferì da Milano la carrozzeria mwatomwatsZagato, tuttora in attività e divenuta famosa a livello mondiale per lo sviluppo di progetti di automobili sportive, superleggere e dal mwatwdesign ricercato. Sempre a Rho venne fondato negli anni sessanta il mwat0Gruppo G.I.V.A., legato all'industria dell'acciaio, ad opera dell'imprenditore Antonio Vienna.

Dagli anni ottanta l'economia rhodense ha conosciuto un notevole sviluppo nel settore dei servizi e del terziario, e con l'arrivo del polo fieristico il numero di alberghi e di strutture ricettive è notevolmente aumentato, così come la presenza di attività connesse al campo della logistica e dei trasporti, dato che qui hanno sede importanti società, fra le quali: mwat8Sogemar, mwauamwaueFercam e mwauimwaumDHL.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Il capoluogo comunale è lambito a est e a nord dalla mwaucstrada statale 33 del Sempione, che un tempo lo attraversava sul percorso dell'attuale mwaugcorso Europa.

Ferrovie

Nel territorio comunale è presente l'mwausomonima stazione ferroviaria sita sulla mwauwferrovia Torino-Milano. Essa è collocata tra piazza della Libertà e via Magenta.

Nel mwau42009 è stata inoltre attivata (nella frazione di mwau8Mazzo) la stazione ferroviaria di mwavaRho Fiera.

Mobilità urbana

Dal mwavm2005, anno di apertura del nuovo polo della mwavqFiera di Milano (ad oggi il quarto più grande spazio fieristico sul continente)cite-ref-33[33] è attiva la stazione di mwavkRho Fieramilano della Linea M1, collegata tramite sottopassi pedonali alla stazione ferroviaria di Rho Fiera.

Il trasporto pubblico urbano nel comune di Rho è svolto dalla società d'autolinee mwavsSTIE, affiancato dai gestori mwavwMovibus e Airpullman che operano anche su relazioni extraurbane.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1945 | 1946 | Agostino Casati | Partito Comunista Italiano | Sindaco | |
| 1946 | 1956 | Umberto Pellegrini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1956 | 1960 | Giuseppe Caccia | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1960 | 1965 | Umberto Pellegrini | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1965 | 1975 | Carlo Landoni | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1975 | 1983 | Luigi Panico | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1983 | 1985 | Adriano Persiano | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1985 | 1994 | Amedeo Galli | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1994 | 2002 | Arianna Cavicchioli | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 2002 | 2007 | Paola Pessina | La Margherita | Sindaco | |
| 2007 | 2011 | Roberto Zucchetti | Forza Italia | Sindaco | |
| 2011 | 2011 | Francesco Russo | - | Comm. Pref. | |
| 2011 | 2021 | Pietro Romano | Partito Democratico | Sindaco | |
| 2021 | in carica | Andrea Orlandi | Partito Democratico | Sindaco | |

Sport

La mwawumwawyRhodense è la principale squadra di mwawccalcio della città. È nata nel mwawg1913 e vanta un passato professionistico in mwawkSerie C1 e mwawoC2. Retrocesse dalle serie professionistiche nel mwaws1985 e l'anno successivo si iscrisse al campionato di mwawwPrima Categoria.

Nel mwaw4calcio a 5 la città è rappresentata dall'AC Mazzo 80. La società calcistica, oggi Centro di Formazione mwaw8Cagliari Calcio, è stata fondata nel 1980 e dal 2010 partecipa anche ai campionati di calcio a 5. .

Il mwaxeRugby Rho è la squadra cittadina di mwaxirugby, fondata nel mwaxm1947 e militante attualmente nella mwaxqSerie B del campionato Italiano. In passato ha anche giocato diversi campionati di mwaxuSerie A, dando diversi giocatori alla mwaxynazionale italiana.

Nella mwaxgpallacanestro invece il primato è detenuto dal CMB Rho, oggi militante in Serie D, ma con un glorioso passato in Serie B.

Nella mwaxopallanuoto, la squadra della città è il Team Rho Lombardia Pallanuoto, con sede nella piscina del Molinello.

Nella mwaxwpallavolo la città può vantare diverse società agonistiche, tra queste:

• la Gio...issa Rho, fondata nel 1953 e ora parte integrante della Polisportiva Oratorio San Carlo ASD-APS, attiva nei campionati giovanili PGS e nelle Divisioni FIPAV, sia maschili, sia femminili;
• la A.s.d. Pallavolo Rho, che schiera ogni settimana 8 squadre tra campionati di FIPAV e PGS, avendo come apice la squadra di Serie D Femminile;
• il Volley Lucernate: nata nel mwaye1978, oggi ha sette squadre. La maggiore disputa il campionato di Serie C (maschile).

Il mwaymbaseball viene praticato a Rho dalla Rajo che è stata più volte campione regionale e oggi gioca in mwayqSerie B dopo un'esperienza in mwayuSerie A1 nella stagione 2003-2004.

Nel mwaycpattinaggio a rotelle sono attive due associazioni:

• Skating Rho, specialità corsa, presente sul territorio fin dal 1983 e partecipa con i suoi atleti di tutte le età ai campionati mwayoFIHP ed a trofei interregionali.
• Inline 360cite-ref-34[34], nata nel 2014 partecipa con i suoi atleti a competizioni nazionali (mwazaFISR) e internazionali (mwazeFIRS) nell'ambito delle discipline velocità, freestyle e downhill. Tra i propri atleti vanta la presenza di campioni italiani, europei e mondiali delle rispettive discipline. Tra i più recenti Angelo Vecchi, campione del mondo Downhill 2016, e Magdalena Krychniak, campionessa italiana 2017 di maratona Master over 40.

Per quanto riguarda il mwazmkarate, Rho ospita diverse associazioni sportive tra le quali mwazqImpero del Sole e mwazuDojo Karate Rho.

La società sportiva mwazcASD Ciclistica Biringhello, attiva nell'ambito del mwazgciclismo giovanile e dilettantisticocite-ref-35[35]

Note

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Bibliografia

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• Piero Airaghi e Mario Giudici, mwbgu210 vedute di Rho e frazioni, nelle cartoline d'epoca dal 1900 al 1960
• Piero Airaghi, mwbgcRho nella storia, nei suoi uomini illustri e nell'arte
• Piero Airaghi, mwbgkRho Racconta, Cento anni di storia (1850-1950, avvenimenti e tradizioni), Edizioni Lions, Rho, 1986
• citerefcammilleriRino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Milano, Edizioni Ares, 2020, ISBN 978-88-815-59-367.
• Lucia Coletti, Ivano Colombo e Angela Garavaglia (a cura di), mwbgwRelazione sullo stato dell'Ambiente a Rho , Comune di Rho, 2007
• Raffaele Fagnani, mwbg4Commentari sulle famiglie milanesi
• Mario Giudici, mwbhaNove comuni nelle cartoline d'epoca dal 1900 al 1960 - con note di cronaca locale dal 1893 al 1916 – tratta dai giornali “Gazzettino di Rho” “Circondario di Gallarate” “Regione Lombardia”, Rho 1991
• Paola Pessina, mwbhiLe campagne e il borgo di Rho nei documenti del Catasto di Maria Teresa d'Austria, Biblioteca Popolare di Rho, Rho 1990
• Paola Pessina, mwbhqRho nei Secolimwbhu – Segni, tracce e disegni, Biblioteca Popolare di Rho, Rho 1990
• mwbhcRaudensis ~ Arte danzante e arte del danzare al tempo degli Sforza, mostra a cura di Maurizio Padovan

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.rho.mi.it.
• citerefsapere-itRho, su sapere.it, De Agostini.
• citereflombardiabeniculturaliRho, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.